
"Io ero scritto nel tuo destino e tu nel mio..."
Non so se ho fatto bene oppure male a dirti quel sì, ma l'ho fatto con il cuore e il cuore dettava così.
Del resto ti ho avuto sempre lì, in cima a tutti i miei pensieri, al di sopra di ogni altro.
Il mio metro di paragone, il mio sogno nel cassetto, la mia meta più ambita, il mio desiderio più grande, il mio unico amore.
Tutta la vita e poi oltre.
Ma solo il temp lo dirà.
Io non ho fretta.
Non deludermi.

"E allora diglielo..Che a te piacciono i dannati..."

...Ci troveremo ancora
più grandi e più sinceri in una lacrima
e parleremo ancora
di cieli immensi e avremo nuove verità...
Maledetti..Tu e il tuo bacio rubato.
Sono i ricordi di noi, come questo, che non mi permettono di dire che è finita e aprire un nuovo capitolo con chissà chi.
Ma forse è proprio con te che devo scrivere una nuova pagina..Non lo so...
So che in un certo senso ti vorrei, ma nell'altro vorrei che tu sparissi, che non ci fossi, o ancor meglio, che non fossi mai esistito.
Così non ti avrei amato e, soprattutto, non continuerei a farlo ormai da tempo immemore.

May we write another song that speaks of us?

Per te gioia..Siamo lontante, ma io ti sono sempre vicina...
Cosa ci fai
In mezzo a tutta
Questa gente
Sei tu che vuoi
O in fin dei conti non ti frega niente
Tanti ti cercano
Spiazzati da una luce senza futuro.
Altri si allungano
Vorrebbero tenerti nel loro buio
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche' ti tiene su soltanto un filo, sai
Tieniti su le altre stelle son disposte
Solo che tu a volte credi non ti basti
Forse capitera' che ti si chiuderanno gli occhi ancora
O soltanto sara' una parentesi di una mezz'ora
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche' ti tiene su soltanto un filo, sai.

Mezz'ora e sarai qui.
Che idiota sono..Ti offro ancora una possibilità.
Cosa sento?
Niente
E' come se fossi di ghiaccio.
Non so nemmeno dire se sono viva o morta.
Sangue gelato
Quando ti guarderò negli occhi, avrò, forse qualche parola in più.
E tutto il resto sarà nulla.

..Litigioso amore, o amore odiato, tutto quanto dal nulla fu creato, vanità seria, pesante leggerezza, disarmonico caos di forme belle, plumbee a piuma, fuoco freddo, fumo luminoso..

E’ quando si fa sera, il momento più difficile.
Quando sono solo io.
Io e quel sonno che non appena appoggio il capo sul cuscino pare svanire come per scherzo.
Nessuno che mi dia la buona notte, nessuna attesa di un cenno che arriverà, niente di niente.
Io e i miei pensieri, troppi.
Io e Iago, il mio eroe del momento di carta e inchiostro. Lui che si strugge per una Desdemona sfuggente, io che mi riduco a brandelli il cervello, per chi? Per cosa?
Poi la magia impressa sulla carta svanisce, spengo la luce e resto solo io.
Anzi no, io con te.
Di nuovo, ancora. La storia si ripete da anni.
Perché non possiamo stare lontani? Perché non puoi fare a meno di cercarmi?
Ma poi, è vero, non sei tu che mi cerchi, non sono io.
Succede. E basta.
Una coincidenza, una combinazione, lo stesso momento nello stesso posto.
E’ così da sempre, non ci possiamo fare niente.
Vorrei crederlo che sei cambiato. Così come vorrei credere che quello che tante volte mi hanno detto di te non sia vero. Vorrei credere che mi hai sempre amata, così come vorrei credere a tutto quello che è uscito dalla tua bocca perfetta dopo quella affermazione.
“Ucciderei…”
Teatrale come sempre, eppure mio, o forse sarebbe meglio di no.
Disarmonico caos di forme belle. Il mio dramma preferito. Tu ascoltavi, io leggevo per te e piangevo.
Tu che ancora odi mio padre, ma ancora di più odi te stesso perché sei riuscito a somigliare a lui, facendomi sentire allo stesso modo.
SENZA AMORE
Dio, che casino! Altre parole non avrei.
Vattene, vattene, vattene.
Ho paura che l’illusione di avere ancora con me il mio desiderio più grande, si trasformi in una realtà la cui perdita prevedibile non potrei sopportare una volta ancora.
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Vorrei diventare pietra.
La pietra non parla, la pietra non reagisce, la pietra non sente.
Vorrei chiudermi in un bozzo.
Non vedere, non percepire, non udire più nulla, senza doverne uscire.
Via dalle carezze illusorie, via da miseri teatranti falliti, via dai baci di un Giuda impunito.
Via dal passato che mi perseguita come un’ombra, in tutte le direzioni in cui io cerchi di voltarmi.
L’oblio è mera consolazione, dura poco e mi rende solamente un’immagine sfocata di me stessa che in realtà mi rappresenta poco.
Basta.
Probabilmente è giunto il momento.
Atropo è pronta.
Un altro filo, le stesse cesoie.
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