
Se la malignità della gente non si ferma nemmeno di fronte al suicidio...Io davvero, non so più che dire.
Anzi non VOGLIO più dire nulla.
...Ciao Anna...

Era il 1997. Milano.
Io ero una ragazzina. Non era un bell'anno per me, quello.
Anzi, è stato il peggiore.
Eppure quella sera di luglio, nonostante il caldo, nonostante la moltitudine di persone accalcate intorno a me, i miei piedi si muovevano leggeri sull'erba di San Siro.
Sorrisi, lacrime, parole a memoria urlate in libertà, urlate per me, per lui che non c'era e il peggio che doveva ancora arrivare.
E poi, qualche giorno dopo, la mia partenza per Londra.
"Blood is on the dancefloor" a tutto volume nelle orecchie e il ricordo di una sera speciale, che mi accompagna ancora.
La colonna sonora di quei mesi passati a ritrovarmi, a curarmi, a cercare di capire chi fossi, a cercare risposte e soluzioni.
E i ricordi passano sopra anche alle controversie di una star. Alle voci, ai processi, alle verità o alle bugie.
Io non lo so. Non lo posso sapere.
Ma quando qualcuno riesce a toglierti per qualche ora dalle mani tristi di giorni che non ti danno proprio nulla, si guadagna un pezzetto di memoria e lì resta.
.Rest In Peace.
...I'm gonna be
Exactly what you wanna see
It's you who's taunting me
Because you're wanting me
To be the stranger
In your life
Am I amusing you
But just confusing you
Am I the beast
You visualized
And if you wanna see
Eccentric oddities
I'll be grotesque
Before your eyes
Let them all materialize
Is that scary for you baby
Am I scary for you oh boy
Is it scary for you baby
Is it scary for you
You know the stranger is you
Is it scary for you baby...
E va bene.
Ci siamo innamorati. O meglio, io non ho mai smesso di esserlo e tu l'hai appena scoperto o riscoperto. Come preferisci, ora come ora non importa.
E' difficile però. Il nostro è un amore malato.
Il nostro amore non è normale. L'hai detto anche tu.
A volte penso sia solamente un'ossessione, una cosa morbosa, una questione di possesso.
Io non posso vederti nelle mani di un'altra. Tu non sopporti nemmeno che qualcuno mi abbia sfiorata all'infuori di te.
Non riusciamo a resistere un solo minuto distanti, ma quando inevitabilmente accade e poi ci si ritrova, non si riesce a fare a meno di discutere. Come se ci incolpassimo a vicenda di un abbandono stupido ed inesistente.
L'istinto di protezione reciproco è smisurato, eccessivo. Io lotto come una tigre se anche solo qualcuno pronuncia il tuo nome e viceversa.
Da chi ci stiamo proteggendo?
E' un amore mai provato, che abbiamo avuto solo fra me e te.
Imparagonabile.
Sei tutto quello che mi manca e io ciò che tu non hai. Ci compensiamo, lo so. E non potremmo mai stare a lungo separati.
Va avanti così da quando eravamo bambini. Non siamo mai stati lontani per molto. In qualche maniera, qualcosa, qualcuno ci rimetteva lì, l'uno di fianco all'altra.
Ma non è semplice, a volte è stancante. E' troppo.
Sei una persona difficile. Io sono complicata.
Eppure ci basta uno sguardo per capirci, non abbiamo nemmeno bisogno di parole.
Ti conosco a memoria, tu mi conosci perfettamente. Non potrei avere un segreto con te.
Allora come mai a volte mi viene voglia di lasciar perdere tutto e ributtarmi, come già ho fatto, in una storia idiota?
Una di quelle dove dai e ricevi poco, dove non si ha nulla a che vedere l'una con l'altro. Dove ognuno fa ciò che più gli piace senza troppi problemi. Una storia poco impegnativa.
Forse non mi darebbe soddisfazione. Forse sarebbe talmente semplice che mi annoierebbe a morte.
Forse ho solo bisogno di te e nient'altro. Ammetterlo mi rende debole, ma devo in qualche modo, iniziare a farmene una ragione.
Come tu, al contrario, hai già fatto da un po'.

Sono stanca di fare la mamma al posto della figlia.
Sono stanca di fare la mamma al posto di esser semplice sorella.
Sono stanca di fare la mamma invece di essere compagna.
Per poi sentirmi dire che sono debole, che mi lascio toccare dalle cose, che dovrebbero scivolarmi addosso. Che dovrei smetterla di essere aggressiva, avere la smania di difendere, di sistemare le cose.
Forse è vero, dovrei cominciare realmente a pensare solo a me stessa. E basta.
Risalendo
Le curve del mio cuore
Ovunque solo te

I'll walk with you through every storm
Se ho te, non mi serve più nulla, non mi manca più nulla.
Spero di non dovermente pentire...

...You're my light in the dark...

Ieri sera, ho preso le ultime cose che restavano a casa mia appartenenti a quella specie d'uomo che dovrebbe essere il mio ex fidanzato/futuro marito e gli ho fatto fare un bel volo pindarico dritte nel cesto della spazzatura. Esattamente dove si meritavano di essere già da un po'.
Ah, che liberazione!!!!
Era arrivato proprio il momento. Un pezzo alla volta e tutto viene gettato e dimenticato. Non voglio più niente di lui.
Ma ovviamente, non è stato tutto così semplice. No, perchè in ogni mia scelta, in ogni mio gesto, se non ritrovo un po' di sano masochismo, pare che io non sia contenta.
Così, prima di eliminare il tutto ho deciso di rileggere quelle parole che aveva scritto, quegli stralci di dialoghi in msn e dopo poche righe mi è venuta la nausea.
Ho dato la causa ai morsi della fame, che vista l'ora, iniziava a farsi sentire con prepotenza, ma credo che non fosse quello.
Piuttosto è stato il disgusto nel rileggere quelle parole e rivederle scritte, proprio lo stesso pomeriggio, per un'altra persona. E non "un'altra" qualunque, bensì quella che stava con lui mentre lui dormiva ancora nel mio letto, mangiava ancora alla mia tavola e mi diceva tante belle cose inutili.
Io mi chiedo, ma come si fa????? E soprattutto, a quale scopo un atteggiamento del genere?
Bien, chiudo tutto e finalmente mangio. Sto meglio, quasi sorrido, orgogliosa di me, nel mio piccolo, per essermi liberata di un altro pezzetto di passato.
Sorrido perchè di lì a poco arriverà il mio amore di sempre. Ne riderò con lui, sarà contento, faremo un altro passo avanti e la serata sarà splendida.
ERRATO
Lui arriva, nervoso. Non capisco perchè. Si apre il confessionale.
E il motivo qual'è? IO. Che tra parentesi non centro nulla o meglio, centro in quelle frasi sconclusionate che sta dicendo, ma non direttamente.
Perchè il passato è passato e se non sai fartene una ragione, allora tornatene nel tuo mondo.
E la domanda sorge spontanea : ma mentre tu ti facevi i benemeriti cazzi tuoi in questi anni, io cosa dovevo fare?
Soluzione uno : farmi suora
Soluzione due : aspettarti tutta la vita
Soluzione tre : uccidermi
IO NON IMPONGO LA MIA PRESENZA A NESSUNO!!!!!
Ma so aspettare e passare oltre ai torti subiti. E io da parte tua di torti ne ho subiti un bel po' in quindici anni, non ti pare?!
Apro la porta con decisione, la leonessa ruggisce di nuovo e l'agnello questa volta diventi tu.
"Senti, vai a farti un giro, che mi hai rotto i coglioni!"
P.S. Chiedo scusa per le frasi sconnesse ed il linguaggio poco "nobile", ma non avrebbe reso l'idea altrimenti..E poi le poche ore di sonno e il tanto caffè, non aiutano.
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